• Home
  • Biodiversità: gli uccelli di montagna tra le specie più a rischio in assoluto

Biodiversità: gli uccelli di montagna tra le specie più a rischio in assoluto

La conferma scientifica, sulla base di dati raccolti nei cinque diversi continenti, arriva da uno studio di recentissima pubblicazione a firma di due ricercatori dell'Università di Yale: i volatili che popolano ben definite fasce di altitudine nei sistemi montuosi dell'intero pianeta si dimostrano ad oggi tra le specie in assoluto più sensibili agli effetti del riscaldamento globale e dei mutamenti climatici in atto e dovrebbero essere quindi protette con azioni urgenti dalla concreta, incombente minaccia di estinzione.



Porta la firma di due ricercatori dell'Università di Yale lo studio che dimostra definitivamente sulla base di dati scientifici raccolti a livello planetario come gli uccelli di montagna  che occupano una ristretta fascia di altitudine siano tra le specie maggiormente minacciate dal rischio di estinzione. Infatti, secondo quanto riportato dai ricercatori lo scorso 9 giugno negli Atti della Royal Society - Biological Sciences, la distribuzione verticale di una specie 'è il migliore indicatore del rischio di estinzione rispetto al livello di cambiamento di temperatura che la specie stessa sperimenta'.

"Gli uccelli ci permettono di effettuare una prima valutazione globale della salute di una intera larga fetta di biodiversità ad alta quota a fronte del riscaldamento globale", conferma Walter Jetz, professore di Ecologia e Biologia evolutiva,  co-autore dello studio insieme a collega Frank La Sorte. "Le specie di alta quota stanno sostanzialmente vivendo in aree che si contraggono sempre più ad ogni ulteriore aumento di temperatura. Le nostre proiezioni globali evidenziano centinaia di specie di uccelli in pericolo, e spesso senza un posto dove andare».

I ricercatori hanno dimostrato che le specie di montagna rispondono al progressivo elevarsi delle temperature spostandosi a quote più alte e più fresche. La Sorte e Jetz hanno quindi stimato la vulnerabilità delle specie di montagna al cambiamento climatico prendendo in considerazione una varietà di fattori, inclusa la capacità degli uccelli 'di spostarsi a quote più elevate o ai sistemi montuosi vicini'.

Il team di Yale ha studiato nel complesso un migliaio di specie di uccelli che vivono in ambienti di alta quota. La squadra ha quindi valutato come la distribuzione di queste specie nei sistemi montuosi del pianeta potesse rispondere ai mutamenti di temperatura previsti.

In uno scenario in cui la varietà di temperature si contrae e le specie non sono in grado di ritrovare la propria fascia di habitat a quote più elevate, lo studio  dimostra che oltre un terzo delle specie di uccelli di montagna autoctone deve essere considerato gravemente a rischio.

In uno scenario in cui le specie hanno invece la possibilità di trasferire le loro fascie di habitat a quote più elevate, il numero delle specie di uccelli di montagna minacciate risulta dimezzato; si confermano ovviamente avvantaggiate, in tal senso, le specie che popolano i sistemi montuosi più elevati.

Mentre alcune specie avranno la possibilità di trasferirsi verso vette vicine, le specie di uccelli che popolano sistemi montuosi isolati risultano di conseguenza le più minacciate. Lo studio evidenzia Africa, Australia, America del Nord come regioni di particolare preoccupazione per la biodiversità montana, in quanto le opportunità di elevazione sono più limitate.

Oltre ad offrire un altro invito all'azione per prevenire il riscaldamento globale, La Sorte e Jetz affermano che sulla base dello studio sarebbe opportuno garantire uno sforzo maggiore per documentare la distribuzione verticale delle specie e per creare riserve negli altipiani e lungo i fondamentali corridoi di elevazione, così da promuovere le opportunità di nuovi habitat per le specie montane .

"Comprendere le conseguenze biologiche del cambiamento climatico è una delle sfide scientifiche più pressanti dei nostri giorni," precisa La Sorte. "Questo è particolarmente vero per la montagna e per le specie che la abitano, particolarmente sensibili ai mutamenti climatici.".
 



Fonti : ScienceDaily, 8 Giugno 2010; web 

Per approfondire: anche la pernice bianca, animale simbolo delle Alpi, è resa particolarmente sensibile ai mutamenti climatici e ambientali proprio dal suo eccezionale adattamento allo specifico habitat alpino; e appunto per questa ragione è stata selezionata tra le 21 specie su cui si concentra i progetto Ace Sap per la biodiversità alpina, come precisato dal ricercatore della Fondazione E. Mach Cristiano Vernesi in un video-intervento disponibile su Sperimentarea.tv   e sul suo canale tematico Ace Sap Channel. Altre video-interviste e un precedente articolo di questo stesso notiziario on line presentano invece in sintesi i contenuti della mostra 'Bianca, una pernice in pericolo', ideata da WWF Italia e sezione Trentino Alto-Adige e allestita nell'ambito del medesimo progetto Ace Sap.

 

Guarda il video
 Bianca, una pernice in pericolo  

 



pernice