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Biodiversità - I buoni e i cattivi: emergenze insetti

Si lotta contro l'esotico distrutore di piccoli frutti o per limitare l'infestazione di zanzare moleste, ma al contempo urge salvare le farfalle, ormai drasticamente decimate e prossime all'estinzione in tutta Europa. Insetti benefici e dannosi impegnano i ricercatori in sfide delicate, che vedono in gioco il nostro futuro.

 

Arriva dal Sud-est asiatico, probabilmente dalla Cina, ha occhi grandi e rossi e può distruggere intere colture di piccoli frutti, ma attacca anche uva, albicocche, prugne, ciliege, perfino pere e mele: il suo nome è  Drosophila suzukii, un insetto esotico rilevato da qualche mese in Trentino  (in particolare a Primiero, in val di Cembra, sulle colline a nord di Trento e in Valsugana). Ancora una volta, dunque, viene segnalata sul territorio una nuova specie aliena invasiva (IAS), ad oggi una delle maggiori minacce alla biodiversità e al benessere ecologico ed economico dell'intero pianeta. L’esemplare adulto di Drosophila suzukii misura circa tre millimetri e presenta un corpo color bruno-miele, con bande scure sulla parte dorsale dei segmenti addominali. La femmina,  dotata di un ovopositore fortemente seghettato, incide l’epidermide dei frutti maturi ancora sulla pianta (lampone, mora, mirtillo, fragola) inserendo l’uovo nella polpa. Dopo 2-3 giorni nella zona interessata dalle lacerazioni si forma un’area depressa e molle e il frutto va rapidamente incontro a disfacimento.   Dal 2008 l'antipatico 'ospite' è arrivato anche negli Stati Uniti, mentre per quanto riguarda l'Europa se ne è segnalata la presenza recentemente in Spagna e in Toscana. Il problema è al vaglio di ricercatori e tecnologi dell'Istituto agrario di San Michele all'Adige - Fondazione Edmund Mach. In collaborazione con l'Ufficio Fitosanitario provinciale, l'Istituto ha avviato un piano di monitoraggio territoriale che prevede l'esposizione in alcuni impianti di trappole per la cattura degli esemplari adulti. Nel contempo, si indaga sulla biologia dell'insetto per verificare le più efficaci possibilità di controllo delle popolazioni.

Una risposta ecocompatibile a questo ed altri problemi di infestazione d'insetti potrebbe arrivare dal mortale veleno di scorpione. Il veleno paralizzante rilasciato dagli scorpioni rappresenta infatti un complesso e potente cocktail di peptidi tossici in grado di immobilizzare quasi istantaneamente la preda. Alcune di queste tossine sono dannose solo per gli insetti: pertanto  un ricercatore dell'Universita' di Tel Aviv, Michael Gurevitz, si e' posto l'obiettivo di derivarne un anticrittogamico sicuro ed efficace. Gurevitz e' riuscito a isolare, produrre e manipolare una particolare neurotossina  ed ha recentemente pubblicato l'esito delle proprie ricerche sul 'Journal of Molecular Biology and Evolution'. Piuttosto che limitarsi a isolare i principi del veleno dello scorpione giallo israeliano, conosciuto come uno dei piu' velenosi al mondo, il ricercatore ha sviluppato un metodo genetico per produrre e manipolare le tossine desiderate nei batteri. Ha poi indagato su come queste sostanze agiscono contro gli insetti, in particolare quelli dannosi, non colpendo invece quelli utili, come le api o altri impollinatori, aprendo cosi' la strada a un loro potenziale uso nell'industria dei fitofarmaci.

Parlando di insetti durante i mesi estivi, il pensiero vola subito alle zanzare: presenze così moleste da motivare un nuovo servizio web, il 'Meteo Zanzare' appunto, settimanalmente aggiornato per l'intero periodo estivo da Agenzia Ansa e Vape Foundation (un'organizzazione senza fini di lucro che promuove la ricerca per la lotta agli insetti nocivi). Il servizio mappa le zone a rischio “puntura” e ne quantifica la densità di insetti basandosi su un modello matematico che incrocia l’andamento stagionale e climatico con le attività e il ciclo biologico delle diverse specie di zanzara. Nel contempo, un gruppo di ricercatori della Rockefeller University e dell'universita' israeliana di Haifa annuncia intanto di aver trovato la soluzione finale: un particolare tipo di feromoni, i cairomoni, prodotti da alcuni insetti acquatici che si nutrono appunto di zanzare. Lo studio, pubblicato sulla rivista Ecology Letters, oltre a tracciare uno scenario in cui ci si potra' liberare dalla schiavitu' di fornelletti, candele, spray, piastrine, creme e unguenti, potrebbe fornire nuove strategie per il controllo della riproduzione degli insetti a bassissimo o addirittura nullo impatto ambientale. Lo studio ha identificato come repellenti due odori emessi dalle notonette (in foto), curiosi insetti d'acqua che nuotano capovolti cibandosi di zanzare. Quando le femmine di zanzara arrivano nei pressi di una nuova pozza d'acqua e percepiscono i composti secreti dalle notonette, spesso rinunciano a deporre le uova. Sfruttando le tecniche di spettrometria di massa e di cromatografia e' stato possibile identificare i due composti, che sono risultati essere l'n-eneicosano e l'n-tricosano. Secondo gli studiosi, sfruttando tali sostanze sarebbe possibile ridurre drasticamente la posa delle uova e quindi la riproduzione delle odiate zanzare senza ricorrere a composti chimici nocivi per l'ambiente, per le altre specie non dannose, per l'uomo stesso.

Se non si ricorrerà con urgenza a strategie ecocompatibili nella lotta agli insetti dannosi, presto in Europa non voleranno più farfalle. L'allarme è ufficiale, l'estinzione è una minaccia concreta e vicina. Negli ultimi 20 anni, secondo l’ultimo rapporto “Segnali ambientali 2010″ dell’Agenzia europea dell’Ambiente, nel vecchio continente le farfalle sono infatti diminuite del 60%. E una sorte altrettanto critica, come noto,  tocca alle api. Molte specie selvatiche di questi preziosi insetti si sono già estinte in Europa e sono decimate nel resto del mondo. La causa va ricercata appunto nell’uso dei pesticidi, oltre che nei mutamenti climatici e nelle malattie che hanno colpito queste specie, riducendo di fatto la biodiversità nel vecchio continente e in molte regioni del mondo. A sottolinearlo è il rapporto di Legambiente “Pesticidi nel piatto 2010″ sui residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli e derivati commercializzati in Italia, che puntualizza come altre piccole specie stiano già facendo le spese della ‘chimica’ che arriva anche nei nostri piatti.  Un prato fiorito, con le sue lievi presenze svolazzanti di corolla in corolla, rischia ormai di diventare 'cosa d'altri tempi'.

Anche le piante, peraltro, sanno distinguere tra insetti benefici e pericolosi. Spesso foglie e fiori (come quelli di limone o della rosa) sono in grado di emettere molecole di un tipo se l'insetto è ''buono'', come un impollinatore. Se l'insetto è invece un erbivoro che potrebbe divorare le loro foglie, le piante per allontanarli producono molecole così efficaci da essere utilizzabili nella lotta biologica ai parassiti, oppure esalano richiami olfattivi in grado di attirare a raccolta le ''guardie del corpo'': insetti predatori che si nutrono degli erbivori. Ancora una volta, la natura insegna.



Fonti :  Ansa, press agencies,  web 

Per approfondire: al Museo Civico di Rovereto è attualmente visitabile la mostra temporanea L'ora blu. Il racconto degli insetti;  su Sperimentarea.tv   - e sul suo canale tematico dedicato alla biodiversità Ace Sap Channel - è disponibile il seguente video: 
 

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 No Bees No Fruits



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