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Biodiversità: agli sgoccioli il Countdown 2010
Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. La scadenza dell'anno 2010 incombe. Ma a pochi mesi da quello che sarà ufficialmente l'Anno Internazionale per la Biodiversità, nonostante tutto, il raggiungimento dell'Obiettivo 2010 per la riduzione della perdita di diversità biologica è ancora in piena discussione.
Sono trascorsi 17 anni da quando, nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno 1992, venne firmata la Convenzione sulla Diversità biologica. Gli aderenti si assunsero l'impegno di raggiungere una significativa riduzione del tasso di perdita della biodiversità a livello globale, regionale e nazionale come contributo per alleviare la povertà e a vantaggio di tutta la vita sulla Terra. Il 25 Ottobre 1993 la Comunità Europea approvò ufficialmente la Convenzione, perché “finalizzata ad anticipare, prevenire e combattere alla fonte le cause di significativa riduzione o perdita della diversità biologica in considerazione del suo valore intrinseco e dei suoi valori ecologici, genetici, sociali, economici, scientifici, educativi, culturali, ricreativi ed estetici". Di seguito, il 16 giugno 2001 a Göteborg, in Svezia, i Capi di Stato dell'Unione europea si accordarono sulla strategia europea per lo sviluppo sostenibile. In tale occasione per la prima volta si propose di frenare la perdita di diversità biologica entro il 2010. Al tempo, la scadenza suonava piuttosto lontana. Ma a pochi mesi da quello che sarà ufficialmente l'Anno Internazionale per la Biodiversità, nonostante tutto, il raggiungimento dell'Obiettivo 2010 è ancora in piena discussione.
Segnano il percorso compiuto finora le successive tappe dell'Obiettivo:
19 aprile 2002, Le Hague, Olanda: durante la Conferenza delle Parti (COP) VI della CBD i 188 Paesi firmatari fecero dell'Obiettivo 2010 lo strumento chiave per raggiungere gli obiettivi della Convenzione: la conservazione della biodiversità, l'uso sostenibile delle sue componenti, la condivisione equa dei benefici derivanti dalle risorse genetiche.
4 settembre 2002, Johannesburg, Sud Africa: durante il Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile, che aveva lo scopo di aumentare gli sforzi per contrastare il degrado ambientale e combattere la povertà, fu riconosciuto il ruolo chiave della diversità biologica e si stabilì di conseguire l'Obiettivo 2010.
23 maggio 2003, Kiev, Ucraina: durante la Conferenza Ministeriale "Ambiente per l’Europa", i Ministri dell'ambiente e i capi delegazione di 51 paesi dell'UNECE adottarono la Risoluzione di Kiev per la biodiversità e definirono alcuni obiettivi per raggiungere l'Obiettivo 2010.
25-27 maggio 2004, Irlanda: con il 'Messaggio di Malahide' si prendeva atto che “la perdita della Biodiversità continua ad un ritmo allarmante” e con un “consenso senza precedenti” si annunciava il Countdown – il conto alla rovescia rispetto alla scadenza del 2010 - e, conseguentemente, l’urgenza di potenziare le azioni necessarie per far fronte agli impegni presi dall’UE per arrestare la perdita di biodiversità. Il Countdown veniva individuato come una strategia globale, un’alleanza generale tra governi, ONG, settori privati e semplici cittadini per conseguire concreti obbiettivi.
22 maggio 2006, Bruxelles, Belgio: con la Comunicazione della Commissione europea "Fermare la perdita di biodiversità per il 2010 e oltre" è stata avviata una fase "operativa" per il conseguimento dell'Obiettivo 2010; nel Piano d’Azione "Verso il 2010 e oltre" sono stati individuati 10 obiettivi prioritari e ben 150 azioni concrete attuabili in modo condiviso dalla Commissione europea e dagli Stati membri.
22 maggio 2007, New York, USA: già nel 2006 il Segretario Generale delle Nazioni unite Kofi Annan ha proposto di incorporare l'Obiettivo 2010 negli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals). Nel 2007 il nuovo Segretario Generale Ban Ki-Moon ha annunciato la piena integrazione dell'Obiettivo e ha dichiarato il 2010 Anno Internazionale per la Biodiversità.
22-24 aprile 2009, Siracusa, Italia: al G8 Ambiente viene firmata la 'Carta di Siracusa'. I 24 punti fondamentali su cui si basa l’accordo riaffermano genericamente l’importanza della biodiversità e la volontà di porre le basi per uno sviluppo dell’economia compatibile con la tutela dell'ambiente, nell'intento di consolidare le basi comuni per i prossimi trattati, come quello previsto per il dicembre 2009 alla Conferenza Onu di Copenaghen.
Il Countdown 2010 è dunque una iniziativa globale, che coinvolge su base volontaria i governi, le istituzioni, il mondo scientifico, le organizzazioni non governative, il settore privato e i cittadini in azioni volte al conseguimento dell'Obiettivo 2010. L'Italia ha aderito formalmente all'iniziativa Countdown 2010 durante la riunione del gruppo di lavoro sulle aree protette della Convenzione sulla Diversità Biologica che si è svolto a Montecatini nel giugno 2005.
Per quanto riguarda l'Unione Europea, come sopra accennato, l'adesione al Countdown si è tradotta nell'individuazione di quattro aree principali (policy areas), 10 obiettivi prioritari (priority objectives) e150 azioni del Piano d'Azione europeo per la Biodiversità "Verso il 2010 e oltre".
Queste le quattro aree principali e i 10 obiettivi prioritari:
Area 1: La biodiversità nell'UE
OB. A1: Salvaguardare gli habitat e le specie più importanti dell'UE;
OB. A2: Conservare e ripristinare la biodiversità e i servizi ecosistemici nel contesto rurale dell'UE;
OB. A3: Conservare e ripristinare la biodiversità e i servizi ecosistemici nell'ambiente marino dell'UE;
OB. A4: Rafforzare la compatibilità tra lo sviluppo regionale e territoriale e la
biodiversità all'interno dell'UE;
OB. A5: Ridurre sensibilmente l'impatto delle specie esotiche invasive e dei genotipi esotici sulla biodiversità dell'UE;
Area 2: la biodiversità nell'UE e nel mondo
OB. A6: Rafforzare sensibilmente l'efficacia della governance internazionale per la biodiversità e i servizi ecosistemici;
OB. A7: Potenziare notevolmente il sostegno alla biodiversità e ai servizi ecosistemici nell'ambito dell'assistenza esterna dell'UE;
OB.A8: Ridurre drasticamente l'impatto degli scambi internazionali sulla biodiversità e i servizi ecosistemici su scala planetaria;
Area 3: Biodiversità e cambiamenti climatici
OB. A9: Sostenere l'adattamento della biodiversità ai cambiamenti climatici;
Area 4: La base di conoscenze
OB. A10: Potenziare in maniera sostanziale la base di conoscenze per la conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità, all'interno dell'UE e nel mondo.
Quanto di questo è stato concretizzato e quanto rimane solo un intento su carta? I parametri per la valutazione dei risultati sono definiti da tempo, ormai quindi non resta molto da attendere. Tra poco più di un centinaio di giorni si potrà iniziare a tirare i primi bilanci.
(Fonti: agenzie stampa, web)







