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'Aurore Polari' a inaugurare il 2015, Anno internazionale della Luce

Il 2015 sarà l’Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce (IYL 2015). Obiettivi dell’iniziativa mondiale, promuovere la fotonica e le tecnologie della luce per un miglioramento della qualità della vita sia nei paesi sviluppati, che in quelli in via di sviluppo; ridurre l’inquinamento luminoso e lo spreco di energia; promuovere l'istruzione, la partecipazione delle donne nella scienza, lo sviluppo sostenibile. Ad inaugurare le iniziative in Italia, la mostra 'Aurore Polari' proposta dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto.

 



Luce: fin dall’antichità, nel linguaggio universale, un simbolo spontaneo di verità che si manifesta, di vita, calore, pace  e di tutti i valori positivi che si contrappongono alla negatività minacciosa delle tenebre. Per gli uomini di ogni epoca e di ogni parte del mondo, la luce svela il mistero e va quindi spesso a rappresentare l’essenza divina stessa. La luce è essenziale per la vita sul nostro pianeta: permette ad esempio la fotosintesi, i cicli delle stagioni, l'assorbimento di vitamine indispensabili per la salute umana. Ma per ricercatori, fisici, astronomi ed astrofisici, la luce è anche un fenomeno fisico fondamentale, una radiazione elettromagnetica ricca di informazioni preziose, che permette tra l’altro l’osservazione e lo studio di lontanissimi corpi celesti e ci dà modo di compiere un 'viaggio nel tempo' fino alle origini dell'universo. Ogni singolo fotone dello spettro è in grado di trasportare messaggi e nuove conoscenze.
Purtroppo, però, oggi i limpidi cieli stellati risultano un tesoro sempre più raro. L’inquinamento luminoso sta lavando via la nostra vista sul cosmo. Ciò non costituisce solo una minaccia per l’astronomia, ma anche per i cicli naturali, la fauna selvatica e per il nostro stesso benessere. I bagliori gialli sopra le città, così chiaramente visibili dallo spazio, sono testamento dei miliardi spesi (e spesso sprecati) in energia allo scopo di ‘sovrailluminare’ artificialmente le nostre notti. Eppure, al contrario, proprio le nuove tecnologie basate sulla luce potrebbero favorire lo sviluppo sostenibile e fornire soluzioni alle sfide globali anche in campo energetico, oltre che dell’istruzione, delle comunicazioni, dell’agricoltura, delle pari opportunità, della salute. Astronomia, medicina, energetica, ingegneria... Sono tante le discipline che fanno un uso sempre più cospicuo della luce. E molte sono le ricadute tecnologiche di queste discipline nella nostra vita quotidiana e nel nostro stile di vita. La fotonica e le sue applicazioni, dal fotovoltaico alla connessione globale tramite fibra ottica, avranno un impatto sempre più centrale nella strada verso uno sviluppo sostenibile. E un'incisività sempre maggiore in ambito economico: se attualmente  il mercato della tecnologia basata su fotonica ammonta a 300 miliardi di dollari annui su scala mondiale, secondo le previsioni la cifra è destinata quantomeno a raddoppiare entro il 2020.

Con l’intento di offrire spunti di conoscenza, riflessione e di sensibilizzazione su queste trematiche, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2015 ‘Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce’ (IYL 2015). E non poteva esserci data più appropriata, tenendo conto che correva l'anno 1015 quando lo studioso persiano Ibn al-Haytham avviò i primi studi sistematici sull’ottica, dando di fatto inizio a questa disciplina scientifica, che nell' anno 1915 Albert Einstein pubblicò la teoria della relatività generale, il cui germe iniziale fu proprio una riflessione del fisico tedesco sulla velocità della luce, e che il 1965 vide il cinese Charles K. Cao alle prese con le prime ricerche sulla trasmissione della luce attraverso fibre ottiche.
L’Anno Internazionale della Luce, che vede coinvolte 35 nazioni, mobiliterà istituzioni scientifiche ed educative, piattaforme tecnologiche e organizzazioni no-profit in tutto il mondo. A coordinare e gestire il Segretariato generale sarà un istituto italiano, l’ICTP (International Centre for Theoretical Physics). Guiderà il coordinamento Joseph Niemela, a capo del gruppo di fisica applicata presso l’istituto triestino. Alle celebrazioni collaboreranno attivamente Società Italiana di Fisica (SIF) , Società Astronomica Italiana e l'Istituto Nazionale di Astrofisica, partner dell’iniziativa, che con l’apporto di società scientifiche ed enti di ricerca intendono promuovere iniziative ed eventi anche spettacolari nell'intera penisola.


Aurore Polari. Ottava meraviglia del pianeta?

Tra i primi a cogliere l'importanza degli argomenti e a rispondere all'invito, la Fondazione Museo Civico di Rovereto. La Fondazione propone infatti nel periodo delle Festività natalizie e, significativamente, del Capodanno 2015, la mostra scientifica e fotografica  'Aurore Polari. Ottava meraviglia del pianeta?', curata da Ada Grilli. Un'opportunità per ammirare e per capire lo spettacolare fenomeno che prende vita nell'atmosfera a 100 km di altezza dalla superficie terrestre, visibile a occhio nudo ogni inverno in tutti i paesi circumpolari. La mostra presenta alcune straordinarie immagini di aurore polari affiancate alle interpretazioni dello scenografico fenomeno ad opera di artisti, esploratori, pensatori del passato e dei giorni nostri. L'allestimento è visitabile dal 28 novembre 2014 all'11 gennaio 2015 all'Urban Center di Corso Rosmini (galleria ex Chesani) tutti i giorni in orario 16-20, il sabato e i festivi anche al mattino dalle 10 alle 13.

Accompagna l'esposizione di Palazzo Kennedy un fitto programma di eventi collaterali: nel centro storico di Rovereto l'igloo dei popoli inuit, alla casetta nel mercatino di Natale (ma non solo) i laboratori per i bambini delle elementari, a Palazzo Alberti Poja le sculture in miniatura ispirate all'Aurora dell'artista pisana Patrizia Fratta. Infine, conferenze aperte al pubblico, proiezioni e attività per studenti delle scuole medie e superiori, che si svolgono presso la sede della Fondazione Museo Civico.
Per maggiori informazioni su proiezioni, spettacoli al planetario e laboratori
a cura della Fondazione MCR