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ACE-SAP Magazine

Lo afferma uno studio modellistico digitale condotto dal Jet Propulsion Laboratory e dal California Institute of Technology. I ricercatori hanno elaborato previsioni specifiche per varie 'vegetazioni climax', sulla base delle proiezioni dell'Ipcc per i prossimi decenni. Le modifiche più radicali dovranno essere affrontate nell'emisfero nord.

Dopo l'anno internazionale della biodiversità, L'UNEP (organismo delle Nazioni Unite per la salvaguardia ambientale) promuove il 2011-2012 come 'Anno del Pipistrello': obiettivi, sottolineare l'importanza dei chirotteri in materia di varietà biologica e sensibilizzare riguardo il rispetto e la conservazione di questi mammiferi notturni. Anche in Italia le iniziative non mancano; si varia dai progetti scientifici alle proposte di adottare un esemplare in specifiche 'Bat Box', dalle campagne che invitano a spegnere le luci durante la notte alla pubblicazione (in collaborazione con Disney e Coop Italia) del fumetto 'Paperino ed il pipistrello Kiro'. Ciònonostante, metà delle specie presenti sul territorio nazionale sono a rischio d'estinzione.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, al quale hanno collaborato alcuni biologi dell'universita' La Sapienza di Roma, le strategie vincenti per difendere la varietà biologica dovrebbero essere stabilite di volta in volta adottando un modello preso a prestito dall'economia. Nel frattempo, i mutamenti climatici fanno prospettare un futuro con alimenti di dimensioni sempre più ridotte. E senza cioccolata.
Qual è lo ‘stato di salute’ di alcune tra le specie più caratteristiche dell’ecosistema alpino, dalle verdi conifere alla piccola fauna, dalle specie che ne impreziosiscono la flora a quelle che ne popolano laghi e torrenti? Riusciranno tali specie a sopravvivere, adattandosi ai cambiamenti impressi al loro habitat da riscaldamento globale e antropizzazione? Quale è il livello di stress causato dai mutamenti ambientali già in corso e quali i margini di adattamento prevedibili in base anche al corredo genetico delle diverse popolazioni? Per rispondere a queste e altre domande e per condividere risultati e aspettative, lunedì 5 settembre i ricercatori del progetto Ace Sap si sono riuniti a Sperimentarea nel meeting consuntivo del terzo anno della ricerca.

Il monitoraggio curato dal Museo Civico di Rovereto evidenzia una infestazione ormai generalizzata di Aedes albopictus nei sette Comuni della Vallagarina aderenti al progetto. Ma l'incremento delle temperature e l'invasione di insetti vettori concorrono a rendere sempre meno teorico anche il rischio di gravi arbovirosi da tempo debellate o fino ad oggi sconosciute in Italia.

Missione speciale per una coppia di velivoli dotati di sensori, laser e telecamere all’avanguardia, in grado di fornire dati e informazioni per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici su boschi e i territori montani. Il tutto nell'ambito di un progetto internazionale della Fondazione 'Edmund Mach'. E il Trentino si dimostra sempre più protagonista nella ricerca di frontiera in questo ambito: altro esempio di punta, il progetto Ace Sap.

A cinque settimane dall'avvio del monitoraggio congiunto, si fanno sempre più manifesti i segnali dell'infestazione di Aedes albopictus (zanzara-tigre) nei sette Comuni della Vallagarina aderenti allo specifico progetto coordinato dal Museo Civico di Rovereto.
Quali ripercussioni potranno avere i mutamenti climatici ad oggi prevedibili sulla delicata biodiversità alpina che ci circonda? E come potremmo intervenire a sostegno delle specie messe più a rischio da simili cambiamenti? Interrogativi a cui è ora possibile cercare di dare risposta grazie alle proiezioni elaborate da un gruppo di lavoro del progetto Ace Sap, che mette a disposizione di ricercatori e amministratori serie future di valori climatici mensili, giornalieri, perfino orari.

Incrociando avanzate analisi genetiche, dati ambientali e sofisticati modelli di previsione, un team di ricerca del progetto Ace Sap cerca la chiave per sostenere la biodiversità dei galliformi alpini. Anche perchè supportare l'ambiente e la sua variegata ricchezza - comprovano i ricercatori - significa offrire maggiori garanzie alla stessa salute pubblica, messa invece sempre più a rischio dalla diffusione di patologie legate alla perdita di biodiversità.

Severi vincoli geografico-ambientali hanno accentuato i processi di abbandono del territorio nel circondario agreste di Guardia, sul versante settentrionale del monte Finonchio, ma hanno al contempo contribuito a consolidarvi i valori identitari dell’attuale comunità, rendendo possibili attività autogestite volte al mantenimento del paesaggio rurale e alla valorizzazione del paese. Una di queste – lo sfalcio collettivo dei prati – assume, non solo per il Trentino, il significato di un’esperienza-pilota. Lo studio, a firma di Antonio Sarzo, è estratto dagli Annali del Museo Civico di Rovereto - Vol. 25 (2009) pag 149-201.





